gravidanza

La gravidanza, un viaggio lungo 40 settimane…

Ebbene sì, eccomi qui, sono tornata. E non sono sola… ^_^

È stata un’estate luuunga e calda, asfissiante per me, al punto che non riuscivo nemmeno ad accarezzare l’idea di mettermi lì e scrivere sul blog.

Ma ora… Ormai mancano pochi giorni e si ricomincia il lavoro, quindi lo spirito non è più lo stesso. E, per fortuna, nemmeno la temperatura.

La vera novità di quest’estate però è un’altra, e scoppiettante direi!

Stiamo aspettando un piccolo ometto… Siamo a metà strada!

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Il profilo del nostro meloncino!

E, quale miglior pretesto per dedicare un post proprio alla gravidanza?

Tutte noi, fin da quando siamo bambine, entriamo in contatto con delle gestanti, al punto che quasi la gravidanza diventa una “faccenda” nota. Abbiamo visto amiche, colleghe, sorelle o zie con la pancia che cresceva a vista d’occhio, correre in bagno in preda alla nausea, astenersi da alcuni cibi o alimenti, fare la spola dal bagno per colpa del ridotto spazio in vescica, impazzire per delle semplici tutine e così via… Oppure tutte abbiamo assistito a racconti di parti al limite della sopportazione umana, con travagli lunghi ed epici, con tanto di raccolta punti (di sutura) in posti che – quasi – non pensavamo nemmeno si potessero ricucire. Insomma, tutte delle provette “dottoresse Giò”.

Oggi vorrei parlare di una cosa che, in tutti questi anni, nessuno mi aveva mai detto: il dolore muscolare al ventre, soprattutto in basso, al famigerato legamento rotondo.

Ora, io non so voi…ma io non conoscevo nemmeno il suo nome, PRIMA. Ma ora ho, mio malgrado, imparato.

sezione apparato genito-urinario femminile
Immagine in sezione dell’apparato genito-urinario femminile, tratta dal sito dell’università di Ferrara http://www.unife.it/medicina/infermieristica/Insegnamenti/anatomia-umana-e-istologia/materiale/anatomia/15-genitale-femm

In realtà, non è solo lui, il legamento rotondo, a dolere…ma tutti i vari legamenti e muscoli della zona. Perchè l’utero cresce…e si stima che in gravidanza arrivi ad essere – a termime – ben 20 volte più grande del normale. Come dire, da un’arancia ad una anguria di medie dimensioni. Tutto nel nostro addome. Perchè tutte, un po’ per esperienza di altre mamme, un po’ per logica, ci aspettiamo che la schiena possa far male, sia per il crescente peso, sia per la curvatura iperlordotica che tende a prendere nel corso dei 9 mesi…

Ma chi ci ha mai detto che anche il basso ventre o l’inguine possa far male in gravidanza?

A me nessuna donna, prima.

L’utero si ingrandisce a vista d’occhio e inizia a ricavarsi il suo spazio nella cavità addominale e, negli ultimi mesi, anche toracica. Soprattutto nei primi mesi, l’utero è molto più grande del feto che ospita: ma è giusto che sia così. Gli altri organi addominali si spostano, come per esempio l’intestino tenue e lo stomaco, la vescica viene un po’ compressa…ed ecco perchè il continuo stimolo ad urinare! Non siamo improvvisamente diventate incontinenti, ma è il nostro corpo che fa spazio. WOW!

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Come cresce la pancia nei 9 mesi (immagine web).

Ma il secondo trimestre non è solo dolore, eh…è anche gioia, perchè è il periodo (dalla 14.ma alla 27.ma settimana) in cui noi, e le persone che ci stanno intorno, iniziamo a vedere la pancia che cresce, e questo rende tutto più vero… E poi perchè si fa l’ecografia morfologica (in cui il feto viene misurato per bene e valutata la sua crescita) e riusciamo a vederlo così bene…il nostro meloncino! E, non da meno, veniamo a conoscenza del sesso del nostro bambino…un’emozione davvero indescrivibile. E, infine, questo è un bel periodo perchè iniziamo ad accorgerci che quel pesciolino che ci nuota dentro si muove, e tanto, e non fa nulla per nascondercelo! Calcetti, borbottii…e in certe nostre posizioni si sente il feto che si punta, immagino con i piedi, o con la testa, al punto che siamo costrette a cambiare postura. Meraviglioso…

Infine…da qualche giorno ho deciso di utilizzare una bola messicana, o chiama angeli, come si può vedere nella foto in header. Non tanto per la storia degli angeli, ma per la valenza sia affettiva, sia pratica.

Indossato fin dalla 20.ma settimana (perchè il bambino inizia a percepire i rumori esterni), il ciondolo aiuta il feto a capire che ci sono momenti silenziosi e momenti più rumorosi e ciò – pare – faccia comprendere al bambino l’alternanza del dì e della notte e, di conseguenza, del ritmo sonno-veglia. Certo, questa sua consapevolezza non ci sarà utile appena nato…ma solo dopo un certo periodo. Ma pare – siamo pur sempre nel campo della pura teoria – che il bambino dopo la nascita riconosca il trillo e ciò gli conferisca un senso di calma, perchè lo riporta con la mente al tepore del grembo materno e ai suoni che sentiva al suo interno…perchè il trillo della bola – per lui o lei – vuol dire MAMMA.

Ah, che viaggio emozionante!

Elisa

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